Per milioni di persone nel mondo è il primo gesto quando la connessione rallenta o un social si inchioda: aprire Speedtest e verificare se la propria rete è davvero in crisi oppure, nel secondo caso, controllare Downdetector per capire se un servizio online è bloccato per qualche ragione. Dietro questi strumenti ormai entrati nella quotidianità digitale c’è Ookla, società statunitense che ora passa nelle mani di Accenture con un’operazione da oltre un miliardo di dollari.
La multinazionale della consulenza ha annunciato infatti l’acquisizione del gruppo con sede a Seattle, specializzato con una serie di tool facilmente consultabili online nell’analisi delle prestazioni delle reti e dell’esperienza degli utenti. L’obiettivo è rafforzare le proprie competenze nel campo dell’intelligenza dei network, un ambito sempre più centrale – anche per il ricco mondo della consulenza - man mano che l’infrastruttura digitale diventa il fondamento di servizi cloud, piattaforme AI e sistemi connessi.
Dalla velocità della rete alla “network intelligence”
Secondo Accenture i dati generati dalle reti non servono più soltanto agli operatori delle telecomunicazioni per capire se un collegamento funziona bene o, banalmente, agli utenti finali. Oggi rappresentano un patrimonio informativo utilizzabile in moltissimi settori: dal banking, dove possono contribuire alla prevenzione delle frodi, alle utility che analizzano i comportamenti degli smart home device, fino al commercio che usa queste informazioni per ottimizzare logistica e traffico nei punti vendita. Il modo di far fruttare quei dati è sterminato.






