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4 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:28

Si apre un nuovo capitolo nella vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia australiana-britannica a cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso la capacità genitoriale sui tre figli, avrebbero chiesto al governo australiano guidato da Anthony Albanese di intervenire per consentire il rimpatrio. La notizia è stata riportata dal The Sydney Morning Herald, mentre Nathan Trevallion ha parlato al programma televisivo australiano “60 Minutes”, descrivendo il proprio stato d’animo: “Mi sento vuoto di dentro, pieno di tristezza. Non si meritano quello che sta succedendo a loro”. I tre bambini – una figlia di otto anni e due gemelli di sei – vivono da quasi quattro mesi in una struttura di accoglienza in Abruzzo, dopo l’allontanamento disposto dai giudici minorili.

La coppia è attualmente sottoposta a una perizia disposta dallo stesso Tribunale sulla capacità genitoriale. Il 20 febbraio scorso, all’uscita dallo studio della psichiatra Simona Ceccoli, al termine della quarta seduta, i due avevano ringraziato pubblicamente per il sostegno ricevuto, senza rilasciare ulteriori commenti. Le perizie sui bambini sono in programma il 6 e 7 marzo. Successivamente il perito avrà 60 giorni di tempo per depositare la relazione in Tribunale. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei legali della coppia, ha dichiarato di ritenere opportuno un ricongiungimento dell’intero nucleo familiare in una struttura idonea, con il monitoraggio dell’azienda sanitaria competente. Secondo quanto stabilito dall’ordinanza dei giudici minorili, la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dalla casa nel bosco – ritenuta insalubre – restano al momento in vigore.