Due delle principali istituzioni finanziarie pubbliche d'Europa continuano a fare sistema. La Banca europea per gli investimenti (Bei) e Cassa depositi e prestiti (Cdp) hanno siglato un nuovo accordo di collaborazione che rinnova quello del 2022 e punta a orientare risorse su infrastrutture, innovazione, clima e imprese - con un occhio anche ai Paesi fuori dall'Unione europea dove l'Italia è presente con programmi di cooperazione internazionale. La firma è avvenuta a Lussemburgo, durante il Forum Bei, alla presenza della presidente del Gruppo Nadia Calviño, della vicepresidente Gelsomina Vigliotti e dell'amministratore delegato di Cdp Dario Scannapieco. Non si tratta di un accordo finanziario in senso stretto - non prevede importi definiti - ma di un quadro strategico che stabilisce come le due istituzioni intendono lavorare insieme nei prossimi anni: quali settori privilegiare, come dividersi i compiti, come coordinare le risorse europee già disponibili.

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La collaborazione è di lunga data. Nel 2025 i due istituti hanno firmato operazioni congiunte per 1,2 miliardi. Tra gli strumenti al centro della nuova intesa c’è InvestEu, il programma dell'Unione europea pensato per attrarre capitali privati su progetti di interesse pubblico. Con una garanzia di bilancio da 26 miliardi di euro, il programma punta a mobilitare investimenti complessivi per oltre 370 miliardi. Bei e Cdp sono tra i principali canali attraverso cui queste risorse arrivano concretamente a imprese, enti locali e progetti infrastrutturali. La novità rispetto all’accordo precedente è l’apertura verso l'estero. Attraverso Eib Global, il ramo della Bei che opera nei Paesi in via di sviluppo, la collaborazione si estende ora oltre i confini europei, nei mercati emergenti dove l'Italia ha impegni di cooperazione internazionale. Un'espansione che risponde anche a una logica geopolitica: essere presenti con strumenti finanziari nei Paesi partner significa esercitare influenza economica in aree strategiche.