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3 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:21

Le calciatrici della Nazionale dell’Iran si sono rifiutate di intonare l’inno come atto di protesta contro il regime islamico, prima del match contro la Corea del Sud, valido per la Coppa d’Asia femminile, in scena in questi giorni in Australia. La protesta, accompagnata sugli spalti da tifosi che sventolavano la bandiera iraniana pre-rivoluzionaria, è stata mediaticamente ancora più forte se si pensa che arriva in un momento di grave crisi per il regime, dopo l’attacco di Usa e Israele e la morte dell’Ayatollah Khamenei.

La scelta di non cantare l’inno, accompagnata dal sorriso dell’allenatrice Marziyeh Jafari, ricalca la stessa decisione presa dalla Nazionale maschile durante i Mondiali 2022. In quel caso la squadra maschile fu costretta a cantare l’inno, controvoglia, all’inizio della partita successiva. La CT Jafari ha poi evitato le domande sulle tensioni in atto in Medio Oriente, concentrandosi solo sulla sconfitta della sua nazionale per 3-0, passata completamente in secondo piano rispetto al coraggioso atto di protesta delle giocatrici.