PALMOLI «Un’opzione per il nostro futuro è l’Europa. Siamo pronti a ricominciare da capo». Lo dicono Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della famiglia anglo australiana nel bosco abruzzese di Palmoli, sul finale di una lunga intervista rilasciata alla trasmissione tv “60 minutes Australia” su Nine Network e andata in onda ieri. «Tornare in Australia non è un’opzione dal momento che Lee, il nostro cavallo, è troppo vecchio per volare di nuovo» sostiene Catherine. «Ci piacerebbe molto restare in Italia - dice Nathan - se i bambini sono al sicuro» e aggiunge che «non meritano quello che sta succedendo loro».

Al suo fianco, nella casa di Palmoli che dagli assistenti sociali era stata definita un «rudere» e da cui lo scorso 20 novembre il tribunale dei minori dell’Aquila ha ordinato che i tre bambini (una femmina di 8 anni e due gemelli maschio e femmina che tra pochi giorni ne compiranno 7) venissero allontanati assieme alla madre sospendendo la potesta genitoriale, Catherine si mostra molto più decisa: non vorrebbe restare in Italia, tranne se dovesse sapere che i bambini non saranno più sottoposti a quello che stanno subendo ora. «Abbiamo accettato tutto» dice lei facendo riferimento soprattutto ai vaccini e all’insegnante per i bambini nella struttura di Vasto. «Il primo mese ho obbedito, ora comincio a difendere i miei figli», dice Catherine raccontando che il figlio, nella casa famiglia, si sveglia la notte urlando e chiedendo aiuto alla madre.