Ma «se non lo farete, affronterete morte certa», ha aggiunto. Infine, un appello al «fiero popolo dell'Iran: Rimanete al riparo e dentro le vostre case, perché fuori è pericoloso. Quando questa operazione sarà finita, riprendetevi il vostro governo. Sarà vostro. Potrebbe essere la vostra unica occasione per generazioni. Per anni avete chiesto l'aiuto dell'America e non l'avete mai ricevuto. Ora avete un presidente disposto ad agire. L'America è al vostro fianco. Questo è il momento di prendere il controllo del vostro destino e assicurare un futuro prospero. Non lasciatelo passare. Tutto quello che voglio è libertà per il popolo», ha detto Trump in una successiva intervista telefonica: «Voglio una nazione sicura ed è quello che avremo». Dunque, rispetto all'attacco del giugno scorso il cambio di regime è oggi un obiettivo esplicito. Trump si aspettava una resa dopo l'operazione Midnight Hammer, ma ora, dopo mesi di negoziati inconcludenti, sembra essersi convinto che l'unico modo per rendere inoffensivo il regime iraniano è abbatterlo. O meglio, dare l'opportunità al popolo iraniano di liberarsene. Una differenza non trascurabile. Regime change sì, a patto di intendersi. Trump lo concepisce infatti come esito desiderato, ricercato, ma si aspetta che siano gli iraniani a portarlo a termine dall'interno, sul terreno. Con l'aiuto americano e israeliano, che consiste nel decapitare il regime, colpire i centri delle sue capacità repressive.
Trump, ecco perché ha deciso l'attacco: "Voglio la libertà del popolo iraniano"
«Distruggeremo i loro missili e smantelleremo la loro industria missilistica. Annienteremo la loro marina. Garantiremo che i proxy terroristici ...











