Dopo sei anni di processo, arriva una pesante sentenza di condanna per Paolo Francesco Arata, l’ex consulente per l’Energia della Lega ed ex parlamentare di Forza Italia che era sbarcato in Sicilia per fare affari con il “re” dell’eolico Vito Nicastri, al centro di diverse inchieste di mafia. Il collegio della quarta sezione del tribunale di Palermo, presieduto da Bruno Fasciana, ha accolto interamente l’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Gianluca De Leo e ha condannato Paolo Francesco Arata a 8 anni e 9 mesi, in continuazione con altri reati. Il figlio Francesco Paolo ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi. Tre anni per Antonello Barbieri, fidato collaboratore degli Arata. Otto anni ad Alberto Tinnirello, ex dirigente dell’assessorato regionale Energia. Erano imputati a vario titolo dei reati di intestazione fittizia, corruzione e autoriciclaggio. Il tribunale ha disposto anche la confisca di alcune società del gruppo Arata-Nicastri: Etnea srl, Solcara srl e Solgesta srl.
Le indagini della procura di Palermo e della Direzione investigativa antimafia avevano portato Arata e Nicastri in carcere nel 2019. All’ex parlamentare venivano contestati rapporti d'affari e relazioni spregiudicate con Vito Nicastri, l’imprenditore di Alcamo morto nel 2024 ritenuto vicino all’entourage del latitante Matteo Messina Denaro. Nella ricostruzione dell’inchiesta, all’epoca coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido, oggi procuratore di Bologna, l’accusa sosteneva che Arata avesse portato in dote alle iniziative imprenditoriali con Nicastri “gli attuali influenti contatti con esponenti del partito della Lega, effettivamente riscontrati e spesso sbandierati dall'Arata medesimo e di cui informava puntualmente Nicastri". Nella richiesta di arresto, la procura di Palermo citava in particolare alcuni dialoghi registrati il 23 dicembre 2017, durante i quali “Nicastri – scrivevano i magistrati – sollecitava Arata a far intervenire il senatore Armando Siri in relazione ad un sostegno nei confronti di una persona dagli stessi sponsorizzata”. Il duo Arata-Nicastri voleva piazzare un proprio uomo nella lista della Lega in Sicilia, in vista delle elezioni nazionali. Poi, il capitolo l’ex sottosegretario leghista Siri è stato trasferito per competenza a Roma.






