Una nuova pericolosa escalation segna il conflitto tra Afghanistan e Pakistan.
Violente esplosioni hanno scosso Kabul nel cuore della notte, ma bombardamenti delle forze armate pachistane si registrano anche in altre zone dell'Afghanistan secondo il governo talebano: nella provincia di Paktia, ma anche a Kandahar, la roccaforte dei talebani dove si suppone viva il loro leader, Haibatullah Akhundzada.
"La nostra pazienza è traboccata, adesso è guerra aperta", tuona il ministro della Difesa di Islamabad, Khawaja Asif. Parole di fuoco, che arrivano poche ore dopo un'offensiva contro le truppe di Islamabad annunciata dal governo talebano di fatto al potere in Afghanistan, che ora si dichiara favorevole al "dialogo" e a "una soluzione pacifica".
Giovedì sera le prime notizie di "intensi scontri" tra le forze afghane e quelle pachistane lungo la linea di Durand: il confine conteso che si snoda tra i monti per 2.640 chilometri ed è da tempo al centro di gravissime tensioni. Le parti belligeranti parlano di decine di morti, ma lo fanno pubblicando cifre che non solo non sono verificabili ma che sono in forte contrasto tra loro, in quello che appare come un vero braccio di ferro dei numeri.
L'esercito pachistano sostiene infatti che "297 talebani" siano morti negli scontri e che i soldati di Islamabad che hanno perso la vita siano 12. La versione del governo di fatto dell'Afghanistan è invece che nelle violenze siano stati uccisi "55 militari pachistani" e "13 afghani". Il Pakistan afferma inoltre che le sue truppe abbiano distrutto "16 postazioni dei talebani afghani" e ne abbiano "catturate altre sette" e che abbiano distrutto anche un deposito di munizioni.










