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Ultimo aggiornamento: 17:23

“Il DHS mi ha arrestata illegalmente. Per favore, aiutatemi”. Ellie Aghayeva, studentessa patita dall’Azerbaijan per approdare alla Columbia di New York, giovedì ha pubblicato una storia sul suo profilo Instagram con un seguito di 100.000 persone. Altra versione, quella del Dipartimento di sicurezza interna. Non c’è stato nulla di illegale. Gli agenti dell’Ice hanno applicato la misura coercitiva perché il visto per motivi di studio rilasciato alla ragazza “è stato revocato nel 2016 sotto l’amministrazione Obama per non aver frequentato le lezioni”.

La vicenda si è sbloccata – almeno in modo temporaneo – dopo che il sindaco di New York, Mamdani, parlando con il presidente Trump per discutere di progetti immobiliari nella Grande Mela, ha espresso la sua preoccupazione per la sorte della studentessa. Trump ha acconsentito al suo rilascio: tuttavia, Ellie Aghayeva è in attesa dell’udienza che la riguarda: dunque, è ancora possibile che venga allontanata dagli Stati Uniti.

La Columbia contesta al Dipartimento di sicurezza interna che i federali avrebbero utilizzato un pretesto per entrare nell’appartamento della ragazza. La presidente ad interim dell’Ateneo, Claire Shipman ha dato questa versione, che è stata rilanciata dai media americani, tra cui la Cnn: “A quanto ci risulta, gli agenti federali hanno rilasciato false dichiarazioni per entrare nell’edificio e cercare una ‘persona scomparsa’”. Il riferimento riguarda il fatto che gli agenti avrebbero mostrato la foto di un minorenne. “Si sono diretti all’appartamento della studentessa che avevano preso di mira, raccontando la stessa storia”, e le telecamere di sicurezza “hanno ripreso gli agenti nel corridoio mentre mostravano le foto del presunto bambino scomparso”. Shipman ha ribadito: “Le forze dell’ordine devono essere in possesso di un mandato giudiziario o di una citazione in giudizio per accedere alle aree non pubbliche dell’università, tra cui gli alloggi, le aule e le aree che richiedono l’accesso tramite tessera magnetica. Tutte le forze dell’ordine, compresi il DHS e l’ICE, sono obbligate a seguire gli standard legali ed etici stabiliti”.