Le indagini hanno permesso di accertare che l'indagato, dopo aver convinto il padre - uomo d'affari operante, insieme a lui, nel settore della finanza e degli investimenti - a recarsi a Milano per partecipare ad un "meeting" di lavoro in uno stabile sito a Milano in via Nerino, ha concorso al suo sequestro funzionale a costringerlo a trasferire 250.000 euro in criptovalute. Allo stesso indagato si ritiene addebitabile la caduta dalla finestra dell'appartamento del padre.