Il calo fisiologico degli ascolti prosegue, ma Carlo Conti resta a bordo della nave: l'impressione è che, come ci racconta qui accanto Giancarlo Magalli, abbia le valigie pronte per il dopo Sanremo e aspetti solo il momento di chiudersi la porta dietro le spalle. I numeri, dunque: la seconda serata del Festival ha segnato una media di 9 milioni 53mila telespettatori (59.5% di share), meglio dunque dell'esordio, ma meno dell'anno scorso (11 milioni 800mila spettatori e il 64.6% di share). «Nessun timore per gli sponsor», ha assicurato Williams Di Liberatore, direttore dell'Intrattenimento Prime Time. «Il caldo piace a tutti e quando fa caldo le persone vogliono stare fuori», ha detto Conti. Bel tentativo.

Nessuna polemica è riuscita a trapassare ieri lo scudo di gomma alzato dal conduttore: né la scarsa presenza femminile in gara («È un momento sfortunato nella discografia»), né l'endorsment del sottosegretario Gianmarco Mazzi a De Martino («Le voci sul Sanremo 2027 non mi offendono»), tantomeno l'insidiosa domanda sul Referendum («Non so se voto»). E così anche i suoi ospiti: «no comment», ha detto ieri la supermodella russa e co-conduttrice Irina Shayk, respingendo glaciale la questione Ucraina. Ha preso il via così, senza scossoni, la terza serata del Festival, aperta dalla finale delle Nuove Proposte vinta da Nicolò Filippucci: alla sfidante Angelica Bove sono andati, meritatamente, i premi di critica e sala stampa (domani si apriranno le audizioni dell'iniziativa Step By step, ideata da Ferzan Özpetek con Dimensione di Roberto Padulo per i nuovi talenti).