Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Sul palco dell'Ariston, la top model russa evita ogni riferimento alla guerra in Ucraina. Ma, nella serata in cui si riflette anche sulla pace, il suo silenzio pesa più di qualsiasi dichiarazione

Irina Shayk aveva tutto: il palco, l’attenzione, il momento giusto. E ha scelto di non dire nulla. L'aveva preannunciato prima di andare in scena come co-conduttrice della terza serata del Festival di Sanremo e, una volta giunta sul palco più importante d'Italia, ha mantenuto la parola. Durante la conferenza stampa, alla domanda sulla guerra in Ucraina, giunta ormai al quarto anno, la risposta è stata una linea netta: niente politica, solo amore, musica, energia positiva. Una dichiarazione ineccepibile sul piano della prudenza. Molto meno su quello dell’opportunità.

Il vicedirettore di Intrattenimento Prime Time Rai, Claudio Fasulo, aveva spiegato in sala stampa che la terza serata avrebbe toccato temi delicati, dal bullismo alla pace. In questo contesto, la presenza di una modella russa di fama mondiale non era neutra. Non poteva esserlo. Non in un momento storico in cui la guerra è ancora una ferita aperta in Europa. Non in una serata che si presenta come spazio di riflessione oltre che di spettacolo.