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26 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:40

Un ragazzo di nemmeno 15 anni che giace a terra, ferito. Perde sangue, si contorce. Intorno a lui 14 soldati e nemmeno un’ambulanza. I militari sono tutti in piedi, parlano tra loro, alcuni si guardano intorno. Nessuno fa nulla per soccorrere il giovane che è in fin di vita. Le immagini sono state girate in Cisgiordania e mostrano la morte di Jad Jadallah, 14enne palestinese, colpito a distanza ravvicinata dall’esercito israeliano in un campo profughi di al-Far’a, 10mila abitanti tra Jenin e Nablus. Il fatto risale a fine novembre 2025 ed era già stato raccontato sui media arabi e su Al Jazeera.

Oggi la Bbc pubblica una lunga inchiesta in cui ricostruisce nel dettaglio l’uccisione del ragazzo, con immagini, diversi video (tutti verificati), voci di testimoni oculari e della famiglia. Dopo avergli sparato, i soldati rimangono in piedi con nonchalance intorno a Jad che sta morendo dissanguato per almeno 45 minuti. L’esercito israeliano sostiene che il ragazzo avesse lanciato una pietra. Gesto che, secondo le regole dell’Idf, può giustificare il ricorso ad armi da fuoco. Ma nel video diffuso dall’emittente britannica si vede anche un soldato che lascia cadere un oggetto, forse un sasso, accanto al ragazzo mentre è già a terra sofferente. “Un tentativo di incastrarlo” è l’accusa della famiglia del 14enne e degli attivisti per i diritti umani.