Essere a Sanremo è un privilegio, e voglio viverlo con gratitudine, senza farmi schiacciare dalle aspettative. Allo stesso tempo, però, non voglio dimenticare chi sono. E non potrei farlo nemmeno volendo
Sayf sul palco dell'Ariston
Sono a Sanremo perché il destino ha voluto così. Non sto pensando alle classifiche, ai numeri, a dove arriverò. Sto cercando solo di concentrarmi sulla fortuna di essere qui, di aver fatto questo percorso e di potermi godere fino in fondo ogni momento. Essere a Sanremo è un privilegio, e voglio viverlo con gratitudine, senza farmi schiacciare dalle aspettative. Allo stesso tempo, però, non voglio dimenticare chi sono. E non potrei farlo nemmeno volendo. Sono fiero e orgoglioso delle mie origini miste, fanno parte di me, del mio modo di vedere il mondo e di stare dentro le cose.
È anche per questo che, durante questi giorni, sto praticando il Ramadan. Non mangio e non bevo fino al calar del sole. Io vivo la religione in modo personale. Seguire il Ramadan è una scelta che mi dà pace, mi tiene calmo, concentrato, non ho alcun problema ad abbracciarlo e a lasciarmi abbracciare. Mi aiuta a non arrabbiarmi mai e a godermi davvero quello che arriva, anche le cose più piccole, e spero le cose belle che queste giornate porteranno.












