L’Italia è quarta in Europa per trasporto merci su ferro, e quinti su gomma. Lo dice l’Istat, ma non è così dappertutto: l’Interporto di Nola, ad esempio, anche nel 2025 ha registrato un incremento del 50% (rispetto al 2024) del numero dei treni movimentati all'interno del terminal intermodale. Nola è riuscita a toccare la quota di 2mila treni all'anno. E di conseguenza è cresciuto notevolmente anche il numero delle Uti (unità di trasporto intermodale), che segnano nel 2025 uno straordinario +52%.
È il massimo? Nola può migliorare ancora? Secondo i dati dei primi mesi del 2026, le previsioni, fanno ipotizzare una ulteriore crescita: quest’anno Nola, grazie anche al collegamento con il porto di Gioia Tauro, potrebbe arrivare a superare i 3.000 treni con circa 100mila Uti movimentate complessivamente nel terminal interportuale. Per quanto riguarda il traffico di merce su gomma, il dato si mantiene stabile anche nel 2025, attestandosi intorno ai 5 milioni e mezzo di tonnellate, per la precisione, 5.551.622,56.
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«Siamo molto fiduciosi riguardo alla crescita del traffico intermodale nei prossimi anni. Il completamento dei lavori di Rfi sulla rete nazionale - sottolinea Claudio Ricci, ad Interporto Campano - creerà le condizioni per un forte aumento del traffico. Inoltre, i piani di sviluppo del Nola Business Park, considerando anche il Cis, fanno leva sull'opportunità di uno strumento di promozione territoriale importante come la Zes unica meridionale. La strategia si basa sulla crescita delle attività light industrial, commerciali e produttive. C'è una grande richiesta di spazi immobiliari, collegata anche allo sviluppo dell'e-commerce».






