Nasce a Tokyo l'Italian Design Japan (IDJ)l, la nuova associazione no profit che riunisce architetti, designer, grafici e creativi italiani attivi in Giappone.

L'iniziativa, nata per promuovere il dialogo professionale e culturale tra i due Paesi, è stata presentata nella sede dell'Ambasciata d'Italia, e si propone come punto di riferimento per la valorizzazione del design italiano all'estero, attraverso eventi, formazione e collaborazioni con partner istituzionali e privati.

"Il Made in Italy non è un marchio, ma un patrimonio culturale che si sposa con l'attenzione giapponese per tecnica e dettaglio", ha affermato Gianluigi Benedetti, Ambasciatore d'Italia a Tokyo, davanti a una folta platea, evidenziando come la nuova associazione rappresenti "la vitalità di una comunità professionale" che guarda al futuro senza dimenticare le radici, e in un laboratorio permanente di innovazione e scambio culturale: "Ospitando scambi di alto profilo come l'evento di oggi, non ci limitiamo a parlare di estetica e design: rafforziamo i ponti fondamentali che uniscono le nostre economie e le nostre persone".

Tra i presenti anche Kengo Kuma, tra i più celebri architetti giapponesi, noto per la filosofia del "naturescape" e per opere come lo Stadio Nazionale di Tokyo e la Torre Prada a Milano - che ha ricordato come "il design sia vita, non solo oggetti: è lo spazio che abitiamo e il modo in cui esso influenza le nostre interazioni", un concetto che trova riscontro nella filosofia progettuale di entrambi i Paesi.