L'Ungheria e la Serbia accelerano verso la costruzione di un oleodotto tra i due Paesi, oltre alla Slovacchia, che li renderà "resistenti ai ricatti dell'Ucraina": lo ha dichiarato su Facebook, citato dall'agenzia magiara Mti, il ministro degli Esteri e al Commercio ungherese Peter Szijjarto.

Quest'ultimo ha avuto ieri un incontro con la ministra all'Energia e alle Miniere serba, Dubravka Djedović Handanović a Washington, dove entrambi hanno partecipato a una conferenza internazionale sulla cooperazione energetica tra gli Stati Uniti e i Paesi dell'Europa orientale.

Dopo i colloqui, Szijjarto ha dichiarato di aver concordato di accelerare ulteriormente i lavori preparatori per la costruzione dell'oleodotto tra i due Paesi, che sostituisca il malsicuro flusso di petrolio dalla Russia attraverso l'oleodotto Druzhba, il cui blocco ha dato origine al braccio di ferro fra Budapest e Bratislava con Kiev. "La nuova rotta di trasporto migliorerà notevolmente la sicurezza dell' approvvigionamento petrolifero per i nostri Paesi", ha aggiunto. Ha inoltre affermato che non appena la compagnia petrolifera statale ungherese Mol finalizzerà l'accordo per l'acquisto della serba Nis, rilevandone la quota di maggioranza detenuta da Gazprom, i mercati petroliferi dei tre Paesi senza sbocco sul mare Slovacchia, Ungheria e Serbia opereranno in modo coordinato.