A Christine Lagarde tutto è misteriosamente concesso, compreso percepire un doppio (lauto) stipendio quando ai dipendenti appena sotto di lei, cioè funzionari della Banca Centrale Europea con responsabilità più o meno pari alle sue, non è affatto consentito. Lo ha candidamente ammesso lei medesima in una risposta scritta a due eurodeputati in cui specifica appunto di aver ricevuto nel 2024 dalla Banca dei Regolamenti internazionali (Bri), che viene un po’ considerata la banca centrale delle banche centrali, la cifra di 142mila euro circa, al quale ovviamente va aggiunto il suo onorario quale presidente della Bce che si aggira attorno i 470mila euro annui. Cifre di tutto rispetto, ma d’altronde ai vertici di contante istituzioni non potrebbe, dicono, essere meno. Dalla Bce oltretutto fanno sapere che Lagarde non è tenuta a rispettare i regolamenti interni che impongono ai dipendenti di versare alla stessa banca qualsiasi indennità esterna ricevuta, in quanto Lagarde non è un semplice dipendente della Bce come gli altri. Ce n’eravamo già accorti, ad esempio quando, fresca di mandato ai vertici della massima istituzione bancaria europea e in pieno marasma Covid, se ne uscì dicendo che il compito della Bce «non è ridurre gli spread» facendo sprofondare le Borse a livelli visti solo durante la Grande Depressione. Una frase che in qualsiasi altra istituzione seria avrebbe provocato le dimissioni di chi l’ha proferita, ma Lagarde se la cavò con un rapido dietrofront, così come se la caverà anche stavolta con un buffetto sulla guancia, alla faccia dei suoi dipendenti e di altri membri della Bri, come il presidente della Federal Reserve e il governatore della Bank of England, che non reclamano la loro indennità.