Richieste massive di pagamento di codici bianchi dal pronto soccorso per prestazioni, in alcuni casi, risalenti a un periodo precedente al 2020, prive di qualsiasi documentazione sanitaria e con importi che superano i 100 euro: una cifra del tutto sproporzionata per un presunto codice bianco. La Cisal Sanità Lecce ha così deciso di inoltrare una pec e di diffidare l’Asl salentina. “Quanto sta accadendo è gravissimo - spiega Giovanni D'Ambra, il segretario generale provinciale del sindacato - e va a minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie, configurando potenziali violazioni di legge oltre a possibili profili di responsabilità amministrativa, contabile e disciplinare”.
Le richieste inviate dall’Azienda sanitaria - denuncia il sindacato - non conterrebbero copia del verbale del triage; il codice di accesso attribuito all’ingresso; l’eventuale riclassificazione e relativa motivazione; scheda di pronto soccorso, tracciabilità delle modifiche, nominativi degli operatori responsabili. “Un atto - secondo la Cisal - privo di motivazione e documentazione è giuridicamente nullo, pretendere il pagamento sulla parola dell’azienda è una modalità incompatibile con i principi di trasparenza e correttezza amministrativa.






