Il teatro Ariston dal vivo sembra molto più piccolo.
ma riesce a contenere le mille emozioni che nel pomeriggio si succedono con le prove dei cantanti aperte ai giornalisti, ai discografici e agli uffici stampa.
I cantanti sfilano uno dopo l'altro - supportati dall'orchestra ai due lati del palco e suddivisa su tre piani e dai coristi - tra chi è evidentemente già contento della propria esibizione e chi è costretto a fare più di una prova per problemi tecnici o altro. Un anticipo di quello che sarà questo Sanremo (al netto di ospiti e pubblicità) e una cartina al tornasole per la reazione del pubblico e utile a correggere eventuali errori. Su tutti vigila attento e mai fermo il direttore artistico del festival Carlo Conti. Quando la sua sagoma si staglia nel buio dal microfono parte la battuta: "Ma chi è quell'uomo? L'ex direttore artistico...".
Sembra già un addio ma come dice lo stesso conduttore "del diman non c'è certezza". E a un certo punto spunta anche Giancarlo Magalli. Il re di questa prova generale è senza dubbio Sal da Vinci, divertente e coinvolgente. Inizia con il fare due volte la scala e a metà della già applauditissima esibizione anche la cassa viene travolta dalla sua voce e si spegne, ma lui non molla. Dopo vari controlli si riparte, mentre i fonici già canticchiano 'Sarrà pe' sempe sì'.











