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La parola d'ordine a Milanello non è il derby di domenica 8 marzo ma il viaggio a Cremona del 1 marzo pieno di insidie con un rivale che risultò ostico già ad agosto

Ci sono due Milan in questo sviluppo di campionato e non si tratta di una frattura interna. Si sono divisi i compiti. Allegri e il suo staff, seguendo con attenzione la linea guida tracciata già domenica sera dalle dichiarazioni di Landucci (il vice di Max) e di Gabbia , hanno messo da parte lamenti e polemiche sterili sugli ultimi svarioni di arbitro e Lissone per puntare al cuore della questione calcistica. Dopo Bologna, paradossalmente, a seguito del periodo di sosta lungo 10 giorni, invece di produrre un beneficio si è registrata una flessione nel rendimento collettivo dei rossoneri. La parola d'ordine a Milanello non è il derby di domenica 8 marzo ma il viaggio a Cremona del 1 marzo pieno di insidie con un rivale che risultò ostico già ad agosto (sconfitta a San Siro). In parole sintetiche: difendere il secondo posto. La perdita secca di Loftus Cheek (operato e stagione finita) è molto grave per i ricambi di centrocampo, la mira di Pulisic un problema in più. La posizione del club è invece diversa: eventuali presunte proteste (improbabili) verso Aia e Gravina non servono a niente come dimostra il caso Elkann dopo la squalifica di Kalulu.