Lindsey Vonn è tornata a parlare per la prima volta in pubblico, dopo l'infortunio, in un lungo video pubblicato sui social, nel corso del quale ha mostrato anche alcune radiografie.

Lo ha fatto raccontando il suo calvario: i tanti interventi che ha subito, i lunghissimi mesi che la aspettano.

Ma è soprattutto il ringraziamento al suo medico, Tom Hackett, dottore della nazionale americana, che mette i brividi: "Mi ha salvato la gamba dall'amputazione", ha detto la campionessa americana, dimessa dopo due settimane di ospedale e adesso in un hotel, in attesa di poter tornare a casa.

L'incidente nella discesa libera di Cortina aveva causato una frattura complessa alla tibia, che coinvolgeva anche testa del perone e il piatto tibiale: "Praticamente era tutto a pezzi - ha raccontato Vonn -. La situazione era molto complessa perché ho sviluppato una sindrome compartimentale. Succede quando c'è un trauma così forte in una zona del corpo in cui si accumula troppo sangue, resta intrappolato e finisce per schiacciare tutto all'interno del compartimento: muscoli, nervi, tendini rischiano di morire". Così, per diminuire questa pressione, si è reso necessario un intervento chirurgico di urgenza chiamato fasciotomia, che ha richiesto sei ore per essere completato: "Il dottor Hackett ha inciso entrambi i lati della gamba - ha proseguito la statunitense -, l'ha aperta per così dire, permettendole di respirare. Mi ha salvato".