L'Inter ci crede e si aggrappa a San Siro per inseguire la rimonta.

Dopo il 3-1 incassato in Norvegia contro il Bodo/Glimt, i nerazzurri sono chiamati a ribaltare tutto nella sfida di ritorno per conquistare gli ottavi di finale di Champions League. Per passare servirà una vittoria con almeno tre gol di scarto: un compito tutt'altro che semplice, ma che Cristian Chivu non considera impossibile.

"Obbligo di provarci? No, abbiamo il dovere, che è diverso - ha spiegato il tecnico in conferenza stampa -. Dobbiamo entrare in campo fiduciosi. Se c'è una squadra che può ribaltarla, è l'Inter. Ma non sarà semplice: non dobbiamo perdere equilibrio e fiducia". L'allenatore invita alla lucidità: "Una gara dura 100 minuti, a volte anche 120 più i rigori. Bisogna essere pronti dall'inizio, senza la disperazione di segnare subito rischiando di perdere ordine. Dobbiamo saper gestire i momenti".

In Norvegia, tra clima rigido e campo sintetico, l'Inter non è riuscita a esprimersi al meglio. "Sapevamo che non sarebbe stato semplice per il campo e le condizioni - ha aggiunto Chivu -. In alcuni momenti non siamo stati all'altezza, speriamo non accada di nuovo".

Anche la storia recente non aiuta: nelle ultime sette occasioni in cui i nerazzurri hanno perso l'andata in un confronto a eliminazione diretta di Champions, solo una volta sono riusciti a ribaltare il risultato, nel 2010/11 contro il Bayern Monaco. E proprio Chivu, allora in campo sia a San Siro sia all'Allianz Arena, conosce il peso di certe notti europee. Il tecnico ha respinto anche il termine "vergogna", evocato da un giornalista norvegese. "Nel calcio non c'è vergogna. C'è il lavoro di una società e di una squadra, e il rispetto per l'avversario. Il Bodo ha fatto bene contro grandi squadre, gli facciamo i complimenti per il loro progetto. All'andata sono stati più bravi, ma questo non cancella il nostro valore".