Dopo l'illusione di un weekend quasi primaverile, arrivato dopo mesi di temperature ben più rigide della media, il nordest degli Stati Uniti è stato travolto da una nuova e devastante bufera di neve.
La seconda in un mese, dopo quella che a metà gennaio ha paralizzato metà del Paese, ma la prima con questa potenza in nove anni.
Con i newyorchesi più anziani che sostengono di non ricordarsi una tempesta del genere dagli anni 60, e il neosindaco Zhoran Mamdani costretto a drastiche misure: scuole e uffici chiusi, ponti e strade vietati al traffico non essenziale.
La Grande Mela, anche questa volta una delle città più colpite, ha lanciato un appello ai residenti chiedendo loro di restare chiusi in casa: "Chiediamo ai newyorkesi di evitare tutti gli spostamenti non essenziali. Per favore, per la vostra sicurezza, restate a casa e non mettetevi in strada", ha detto il primo cittadino. Anche il dipartimento dei Trasporti dello Stato di New York ha chiesto di lavorare da casa: "Se oggi potete lavorare da remoto, fatelo". Perfino DoorDash, il servizio di delivery di cibo più usato negli Stati Uniti, ha sospeso per tutta la notte il servizio.
Anche le autorità di altri Stati colpiti dalla tempesta hanno consigliato di evitare spostamenti non essenziali. "Restate a casa e non mettetevi in ;;strada. Se dovete uscire, rallentate, state attenti", ha avvertito su X il dipartimento dei Trasporti del Connecticut. Per il servizio meteorologico nazionale le condizioni di viaggio sono "quasi impossibili". Oltre 5.000 i voli cancellati, chiuse molte autostrade.











