Da quasi due mesi – precisamente dalla cattura dell'ex leader venezuelano Nicolás Maduro il 3 gennaio scorso – la Casa Bianca continua a fare pressioni sul governo della presidente ad interim Delcy Rodríguez affinché spezzi il durevole sodalizio con Cuba.

Una delle alleanze di sinistra più influente dell'America Latina che, ora, inizia a dissolversi. La nuova leader di Caracas, la cui relazione con Washington sembra ogni giorno più solida, avrebbe già affidato la sua protezione a guardie del corpo venezuelane, a differenza di Maduro e del suo predecessore, il defunto presidente Hugo Chávez, che si affidavano alle forze d'élite cubane inviate dal governo dell’Avana.

Una scelta, voluta da entrambi i leader, per garantirsi fedeltà assoluta ed evitare tradimenti interni. Inoltre, fonti a Caracas confermano a La Stampa ciò che Reuters aveva rivelato: vari consiglieri per la sicurezza e medici cubani – la spina dorsale della relazione fra Cuba e Venezuela per decenni – starebbero lasciando il Paese sudamericano, dopo aver ricevuto l’ordine da Rodriguez di andarsene.

L’Avana, secondo gli analisti, ha avuto un ruolo e un’influenza fondamentale per permettere la sopravvivenza del governo chavista, molto più di altri alleati come la Russia e l’Iran.