Una "letterina" alternativa ma fino a un certo punto, quella di Luciana Littizzetto. Perché se nel suo tradizionale spazio conclusivo della prima parte di Che tempo che fa sul Nove la comica torinese storica spalla di Fabio Fazio decide di regalare un pensiero per i protagonisti del "lato oscuro" di Milano-Cortina, è pur vero che il finale regala una classica, velenosa coda politica decisamente fuori luogo.
"Ho preparato una letterina, non per i vincenti all'Olimpiade e agli atleti vincenti, ma per gli atleti perdenti, che poi sono quelli che hanno perso magari per qualche centesimo di secondo, quindi proprio perdenti non è la parola giusta - premette la Littizzetto -. E quindi questa letterina è per loro".
"Allora, caro quarto, cara quinta, carissima medaglia di legno, di sughero, di cartonghesse e di das. Tu che non ce l'hai fatta e il podio l'hai visto solo col binocolo. Tu che se uno su mille ce la fa, sei negli altri 999. Hai lavorato quattro anni, è una vita che ti alleni, per quella gara, per quel salto, quella curva. Hai balzato feste, natali, cene, amici, pizze, fidanzate, spritz, vaschette di gelato sul divano, ginocchia sane e sano tempo di ozio - recita "Lucianina" -. E poi hai perso, per qualche centesimo di secondo. E ti viene da imprecare, da gridare ma min***! E ti capisco, e lo ripeto con te, ma minchia! Hai diritto a essere arrabbiato, sbraita, grida, urla. Fai come ha fatto il tuo collega sciatore, che ha lanciato i bastoncini e porconando e se ne andato verso il bosco, con gli amici di Maria che gli giravano più infuocati del braciere olimpico". Il pubblico in studio ridacchia.






