Trenta più due. Tocca aggiornare il medagliere italiano con i due ori che il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha deciso di deputare ieri alla premier Giorgia Meloni e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ordine olimpico in oro: è la più alta onorificenza a cinque cerchi. Inattesa. Di fatto anche inedita. La mancò Carlo Azeglio Ciampi alle Olimpiadi di Torino, Giulio Andreotti si dovette accontentare del collare d'oro olimpico ad honorem nel 1990. L'ha vinta Macron ai giochi olimpici estivi ma qui precedenti non ce ne sono.
Si chiudono con un applauso all'Italia della presidente del Cio Kirsty Conventry i giochi tra i ghiacci di Milano-Cortina, come l'applauso scoppiato ieri, anzi la standing ovation dell'assemblea del Cio a Milano per la Fondazione Milano-Cortina guidata da Giovanni Malagò. Coventry esprime «profonda gratitudine» e «ringraziamento» per «l'impegno instancabile e il pieno supporto per rendere indimenticabili i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026». E nella missiva a Meloni aggiunge: «Il successo è stato reso possibile grazie al grande lavoro e al ruolo cruciale svolto dal governo italiano sotto la sua guida». La premier incassa, sorride avvolta in un giubbotto bianco all'Arena di Verona, dalla tribuna dove ieri ha assistito alla pirotecnica cerimonia di chiusura affiancata da Coventry e dal presidente del Senato Ignazio La Russa. «Come stai?» le chiede il governatore veneto Alberto Stefani. «Ancora viva...» risponde lei prima di accogliere con uno scroscio di mani l'ingresso in Arena della delegazione azzurra sulle note di "Se telefonando". Nel pomeriggio affida ai social un bilancio dei Giochi: «Le Olimpiadi ci hanno regalato emozioni indimenticabili e un orgoglio che accompagnerà l'Italia ancora a lungo». Applaude a sua volta le forze dell'ordine per la «sicurezza e l'efficienza» che hanno permesso di «offrire al mondo un'immagine di bellezza e competenza che ha dato lustro all'intera Nazione» e lo sguardo si posa già sulle Paralimpiadi, «pronti a tifare ancora Italia».






