Litiga con la madre, la prende a pugni fino a lasciarla svenuta in casa, poi scappa con l'auto, raggiunge il porto e si toglie la vita tuffandosi in mare. La tragedia si è consumata venerdì sera nel Maceratese. Oggi il tragico epilogo dopo ore di ricerche nelle acque antistanti il porto di Civitanova Marche con il ritrovamento del cadavere del ragazzo, 20 anni, inquadrato dalle telecamere di videosorveglianza della zona mentre si gettava in acqua fino a non riemergere. Una morte che fa piombare la famiglia e l'intera comunità nello sconforto.
L'auto del ragazzo era stata trovata in zona e i timori che avesse compiuto un gesto estremo crescevano con il passare delle ore di ricerche senza esito. Verso ora di cena del 20 febbraio il giovane, che da poco aveva festeggiato il compleanno, aveva avuto in casa a Pollenza (Macerata) una lite violenta con la madre 53enne, per motivi ancora non chiariti. Durante questi frangenti l'aveva colpita a pugni, facendola stramazzare a terra con lesioni al volto, in particolare alla mascella. La donna, trovata esanime dal marito in casa, era stata poi soccorsa e trasferita in ospedale a Macerata dove è tuttora ricoverata e tenuta sedata in una sorta di coma farmacologico ma non è in pericolo di vita. A quel punto, però, preso forse dalla disperazione e dal rimorso di poter aver compiuto un atto irreparabile, il 20enne è fuggito in auto e si è diretto verso la costa, a Civitanova Marche. Dai filmati delle telecamere vicino al porto, è poi emerso che il 20enne aveva parcheggiato il mezzo, trovato poi aperto, era andato verso l'acqua e si era gettato in mare.










