Dopo 46 anni, gli Stati Uniti sono tornati a vincere l’oro nel torneo di hockey su ghiaccio maschile alle Olimpiadi. La formazione a stelle e strisce lo ha fatto superando in finale all’over time il Canada. Un 2-1 ricco di rimpianti per i canadesi, che hanno dominato il match creando tantissime occasioni, ma si sono scontrati contro il muretto eretto da Connor Hellebuyck. Il portiere statunitense è l’indiscusso MVP della finale olimpica. Le sue parate, alcune miracolose, hanno permesso agli Stati Uniti di subire un solo gol e rimanere in parità fino all’overtime, nonostante i 42 tiri del Canada contro i soli 28 degli Usa. Un dominio, che non è servito ai canadesi per riprendersi lo scettro olimpico, che manca da Sochi 2014.

Fin dal riscaldamento la squadra americana è stata accolta dai fischi del pubblico della Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena. Uno stadio al completo e a maggioranza canadese, che ha iniziato a cantare cori in favore dei propri beniamini prima ancora della discesa in campo. Una vera e propria bolgia, dove anche i tifosi americani hanno cercato di farsi sentire sebbene fossero in minoranza.

Nel primo periodo (tre in totale per 60 minuti di gioco) il Canada ha premuto subito sull’acceleratore impegnando più volte il portiere statunitense Connor Hellebuyck, ma sono stati gli Usa a passare in vantaggio al 6’ grazie alla splendida azione personale in contropiede di Matt Boldy. I canadesi, però, hanno continuato ad attaccare, ma un super Hellebuyck gli ha impedito più volte di pareggiare. Negli ultimi due minuti gli Stati Uniti hanno avuto la chance di raddoppiare, ma questa volta è stato il portiere canadese Jordan Binnington a dire di no. Una partita dal ritmo intenso, molto fisica e in cui entrambe le squadre hanno voluto far sentire il loro peso all’avversario.