PADOVA - L'ultima volta che Dario Marini, 39 anni, padovano, è stato visto, erano circa le 17 di domenica 15 febbraio. Aveva parcheggiato la sua Fiat 500 L bianca davanti al cimitero di Sabbionara in via Pozza ad Avio, in Trentino, e si era allontanato. Da quel momento nessuno ha più avuto sue notizie tanto che la famiglia ha fatto denuncia di scomparsa ai carabinieri di Avio che da quel giorno hanno iniziato le ricerche.

Tra i pochi dati certi (l'auto parcheggiata ad Avio) e le tante segnalazioni arrivate dal Veneto, dal Trentino, da Bologna e dal Friuli: gli ultimi avvistamenti, infatti, hanno portato i militari sulle sue tracce a Tarvisio, a tre ore di auto dal cimitero di Sabbionara. Una distanza che apre un interrogativo: se Dario è stato avvistato a Tarvisio, come ha raggiunto il comune friulano? E perché?

Una sparizione che ha del misterioso, soprattutto per le tappe toccate dal 39enne padovano, figlio di Ermenegildo Marini, imprenditore attivo nel campo dei lavori stradali con azienda a Rubano, all'interno della quale lavorava lo stesso Dario. Il viaggio di Dario Marini è iniziato domenica quando, al volante della sua auto, ha raggiunto Bologna da Padova. Poi è tornato di nuovo in Veneto e da lì si è diretto ancora più a nord, fino ad Avio dove ha posteggiato la sua Fiat 500 L bianca per sparire letteralmente nel nulla. Marini, prima di arrivare ad Avio, avrebbe prima raggiunto l'area di sosta in autostrada, prima dell'uscita per il comune trentino, per poi arrivare a Sabbionara e, senza lasciare indizi, biglietti e messaggi di alcun tipo, è scomparso nel nulla. E ormai dopo una settimana le ricerche si fanno sempre più difficili, anche per il vasto raggio tracciato dal 39enne durante i suoi spostamenti cominciato il 15 febbraio. Non è chiaro quindi se ci fosse un disegno dietro al suo peregrinare tra Emilia, Veneto e Trentino o se invece l'unica volontà sia stata quella di far sparire le proprie tracce.