CORTINA - Eravamo abituati a vederlo a Padova con il camice da cardiochirurgo, abbiamo imparato a incrociarlo a Venezia con la giacca e la cravatta da assessore regionale alla Sanità, ci capita di incontrarlo nella Conca d’Ampezzo con la divisa da volontario di Milano Cortina 2026. Più un accessorio che non passa inosservato: la fascia sul braccio che lo qualifica come “chaperone antidoping”, addetto cioè all’accompagnamento degli atleti che devono sottoporsi ai controlli in conformità alla normativa della Wada. «Un’esperienza entusiasmante», confida il professor Gino Gerosa, durante una pausa dell’attività alla pista da bob, skeleton e slittino.

Da luminare di fama internazionale, a volontario come altri 17.999: perché?

«Avevo presentato la domanda prima ancora di assumere l’incarico di assessore. Ho pensato che fosse un bel modo di vivere le Olimpiadi dall'interno».

Come mai non da medico?

«Non mi interessava quel ruolo. Volevo fare qualche cosa di diverso e devo dire che questa attività mi sta piacendo molto».