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21 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:43
Colpa di Nanni Moretti. No, colpa del cardinale elemosiniere del Papa. O colpa dei governi precedenti, un classico della letteratura come il Manzoni. Colpa di “anni di lassismo irresponsabile” tanto per tirare il pallone alla viva il parroco. Forse neppure nelle gare freestyle di Livigno è stato possibile assistere alle impavide evoluzioni compiute dai commentatori – giornalisti, opinionisti, politici – delusi, sconfortati, indignati per la sentenza con cui il Viminale è stato condannato per il mancato sgombero del centro sociale Spin Time Labs, a Roma: nel mirino dello sdegno di articoli, dichiarazioni, comunicati sono finiti tutti – Giuseppe Conte, il Vaticano, Anna Foglietta – tranne che il ministro dell’Interno che si può fregiare di essere tra i più longevi della Storia repubblicana, Matteo Piantedosi, a capo del Viminale ormai da tre anni e mezzo suonati.
Il merito della questione: il ministero dovrà pagare oltre 21 milioni di euro alla società InvestiRE perché – nonostante le pronunce dei giudici – non ha mai eseguito lo sgombero dell’occupazione dell’edificio che si trova all’Esquilino, in via Santa Croce in Gerusalemme. Scrive il tribunale: “E’ vero che l’occupazione illecita, e quindi il reato, è stato posto in essere da soggetti terzi, ma il danno conseguente a tale occupazione può e deve essere imputato al Ministero dell’Interno che, a fronte della emissione da parte dell’Autorità giudiziaria di un provvedimento di sequestro preventivo aveva uno specifico obbligo di impedire la prosecuzione dell’illecito, essendo obbligato a dare esecuzione al decreto di sequestro”. Il decreto di sequestro è del 31 marzo 2020, da 22 giorni l’Italia è finita in lockdown per la pandemia del Covid ed è superfluo raccontare la storia dei successivi due-tre anni in termini di misure sanitarie e distanze sociali, oltre che di priorità per tutti i settori dello Stato, prefetture comprese. Ad agosto di quell’anno il prefetto di Roma, che rappresenta il governo sul territorio, diventa un funzionario che si è distinto tra le altre cose per essere stato capo di gabinetto quando il ministro dell’Interno era Matteo Salvini: Matteo Piantedosi resta prefetto per poco più di due anni, fino a quando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo sceglie come ministro dell’Interno.











