Aveva parecchio stupito la notizia, lo scorso ottobre, del ritorno dell'attore e regista Mel Gibson con The Resurrection of the Christ, il sequel – se possiamo chiamarlo così senza temere di risultare sacrileghi – de La passione di Cristo, 22 anni dopo il primo film. Da una parte Gibson, a causa anche di problemi personali tra dipendenze e comportamenti iracondi, si era allontanato da tempo dai grandi progetti di Hollywood; dall'altra realizzare un secondo capitolo a così grande distanza dal primo è inusuale, anche parlando di tempi biblici. Ma alla sorpresa, appunto, sono seguite notizie tutt'altro che stupefacenti, che anzi confermano l'indole controcorrente di questo filmmaker, in particolare quando si tratta di unire sacro e profano.Cosa ci fa Carlo Maria Viganò con Mel Gibson?La passione di Cristo, oltre vent'anni fa, aveva fatto parecchio discutere in effetti per l'approccio radicale che Gibson aveva voluto dare al racconto delle ultime ore di Gesù Cristo: l'utilizzo filologico del latino e dell'ebraico come lingue in cui gli attori dovevano recitare era il meno, a far storcere il naso fu soprattutto il realismo decisamente splatter con cui sono state raffigurate le tappe più cruenti della Passione (tortura) stessa. Anche i più integralisti avevano visto in questa sanguinolenta ossessione qualcosa di estremamente eterodosso. Eppure l'attore e regista pare voler proseguire in questa sua ultra-zelante visione del cattolicesimo: in queste ore, infatti, è circolata la notizia che le riprese siano iniziate tra Cinecittà e Matera e che Gibson abbia incontrato Carlo Maria Viganò, un vescovo ora scomunicato e parecchio controverso.Viganò è un personaggio estremamente divisivo all'interno della Chiesa cattolica, da tempo propugnatore di una visione estremamente conservatrice e reazionaria, tanto da aver più volte attaccato il pontificato di papa Francesco, da lui bollato persino come “Anticristo”, e per non riconoscere l'autorità del Concilio Vaticano II.Viganò scomunicato nel 2024Non stupisce dunque la scomunica che lo ha colpito nel 2024, ma Viganò da anni portava avanti idee radicali e poco conciliabili con lo spirito cattolico. In diverse occasioni ha espresso anche il suo sostegno al presidente statunitense Donald Trump, ha parlato di “psicopandemia” e di “dittatura sanitaria” in riferimento ai vaccini contro il virus Covid-19 ed è molto apprezzato dall'estrema destra statunitense, avendo talvolta fatto esternazioni vicine a movimenti come QAnon. Gibson, da parte sua, sembra essere un suo ammiratore e già ai tempi della scomunica gli aveva rivolto una lettera di solidarietà in cui l'aveva definito “Atanasio dei tempi moderni”, dal nome di un celebre dottore della Chiesa impegnato contro le eresie.L'uscita (del film) prevista nella primavera del 2027Eretico o meno, Mel Gibson continua il suo impegno con The Resurrection of the Christ anche se non è chiaro quale sia il coinvolgimento di Carlo Maria Viganò: alcuni parlano di un ruolo da consulente per la sceneggiatura, ma non ci sono riscontri ufficiali. Lo stesso regista è atteso nel mese di aprile a Matera, dove continueranno le riprese, mentre l'uscita del film nelle sale è prevista in due parti tra il marzo e il maggio 2027. In attesa di capire quale sarà, tra polemiche e scomuniche, l'accoglienza del film da parte di fedeli e semplici spettatori.
Per il sequel de La passione di Cristo Mel Gibson si affida a un vescovo scomunicato
The Resurrection of the Christ fa già discutere per il possibile coinvolgimento del controverso ecclesiastico Carlo Maria Viganò






