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20 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:20
“Non permetterò che polemiche come questa mi ostacolino”. Con queste parole lo sciatore freestyle statunitense Hunter Hess ha dichiarato che essere stato etichettato come “perdente” dal presidente Donald Trump ha reso le Olimpiadi invernali una sfida ardua. Dopo la sua qualificazione nell’halfpipe per la finale in programma nella serata di venerdì, Hess ha formato una “L” con le dita (a indicare “loser”) e l’ha mostrata alla telecamera. Questo perché Donald Trump – l’8 febbraio – l’aveva appunto definito “perdente” e che “è un peccato” che Hess facesse parte della squadra statunitense. Prima dell’inizio dei Giochi, Hess si era unito ad altri olimpionici statunitensi nel criticare l’attuale repressione dell’immigrazione negli Stati Uniti, criticando alcuni punti dell’amministrazione Trump.
“Ho lavorato duramente per essere qui. Ho sacrificato tutta la mia vita per far sì che questo momento accadesse”, ha detto ai giornalisti. “Non permetterò che polemiche come questa mi ostacolino. Amo gli Stati Uniti d’America. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Nella mia dichiarazione originale, mi sembrava di aver detto questo, ma a quanto pare la gente non l’ha presa così. Sono così felice di essere qui, così felice di rappresentare il Team Usa e di lavorare il più possibile“, ha proseguito l’atleta statunitense prima della finale in cui si giocherà la medaglia d’oro.










