Si radunano sulle balze più assolate, si muovono in gruppi compatti dove la neve è più sottile, disegnano traiettorie lente sotto il profilo della montagna. Gli stambecchi sembrano aver scelto il Monviso come casa d’inverno. E c’è un numero che più di ogni immagine racconta lo stato di salute dell’alta quota attorno al Re di Pietra: 277. Tanti sono gli esemplari contati durante il decimo censimento invernale nel Parco naturale del Monviso, il dato più alto da quando nel 2016 sono iniziati i monitoraggi sistematici dopo l’istituzione dell’ente di gestione.
Il conteggio è stato effettuato in tre giornate del dicembre 2025, suddividendo l’area in tre grandi settori compresi nei territori comunali di Crissolo, Oncino e Pontechianale. L’inverno precedente si era già registrato un picco con 260 capi osservati. Quest’anno il nuovo balzo in avanti.
Un segnale incoraggiante, soprattutto in una fase in cui altre popolazioni alpine mostrano segnali di sofferenza legati al riscaldamento climatico e alla trasformazione degli habitat. Qui, invece, la popolazione svernante di Capra ibex appare in crescita e vitale
In mezzo agli stambecchi nella più profonda Val d’Ala
Cristina Palazzo







