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20 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:46
Per i consiglieri di Fratelli d’Italia di Bagno a Ripoli, comune alle porte di Firenze, le scuole del territorio sono ormai troppo “politicamente schierate a sinistra”. Sono troppi anni che i loro figli vengono traviati da esternazioni su “orientamenti sessuali di ogni tipo” o da “corsi ed interventi palesemente in difesa di religioni e culture extracomunitarie, a danno e scapito delle tradizioni italiane”. Quindi, poiché i genitori hanno il diritto di sapere se la scuola in cui stanno per iscrivere i loro figli è “favorevole alle teorie Lgbtq+”, oppure se impartisce insegnamenti “antifascisti”, è necessario che a fianco al nome di ogni istituto venga aggiunta un’etichetta. Un cambio ufficiale nella denominazione delle scuole, per identificare chiaramente “l’orientamento insegnato”. Per evitare che le menti “delle future generazioni di elettori vengano plagiate nel momento in cui sono più vulnerabili e indifese”.
È il contenuto della mozione arrivata sul tavolo del sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti, a firma di Michele Barbarossa, Serena Giannini e Fabio Venturi. Dopo il caso di Monica Castro – la consigliera di FdI di Calenzano che si è opposta al gemellaggio del suo comune con “gli storpi” palestinesi di Jenin in Cisgiordania – il partito della premier Meloni torna a far parlare di sé nella provincia fiorentina. Per far sì che le famiglie bagnesi possano individuare e scegliere gli istituti più adatti all’orientamento “politico, sociale, sessuale, culturale e religioso dei propri figli”, i promotori della misura propongono l’aggiunta di queste denominazioni: “Politicamente schierata a sinistra”; “ideologicamente comunista”; “favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke”; “antiamericana, antisionista, antifascista, antilibertà di pensiero, anticattolica, antidemocratica”. Per FdI, queste etichette dovrebbero d’ora in avanti andare ad affiancare i nomi delle scuole del territorio, comprese le primarie. Le hanno scritte tutte, nero su bianco, sulla mozione protocollata e inviata all’amministrazione.







