Dopo l'ennesima lettera anonima di minacce e il rafforzamento della protezione, il parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, racconta a Famiglia Cristiana le notti insonni, l'inquietudine della fede, il peso della scorta e quell'amore ostinato per la sua gente, compresi quei "fratelli" che lo minacciano e che continua a chiamare per nome: "Vorrei aiutarvi a cadere nella trappola luminosa del Dio-amore".

"Sono le tre del mattino.

Non dormo.

Capita spesso che, dopo qualche ora di riposo, il sonno vada a farsi friggere. E resto con le occhi spalancati, nell'ora in cui, spietata, la vita ti presenta il conto" e "loro sono sempre là, fermi, in auto, i lampeggianti accesi. Fanno a turno: Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza", racconta il prete nell'editoriale.

"Mi sento in colpa, io al caldo, nel mio letto, loro giù, a soffrire il freddo per tutelare me". "Ma chi è che vuole la morte di un prete? E perché?", "quante stupidaggini sono state scritte sul mio conto: 'prete anticamorra, prete antiroghi, prete ambientalista, prete anti...', la verità è che sono solo e semplicemente un prete. Un povero prete".