Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

La Bce conferma le ragioni del Dl Energia. Italia in testa per i costi. E in Piazza Affari il settore finisce in perdita

Il bollettino della Bce diffuso ieri ha fotografato una realtà che in Italia pesa da anni: le famiglie pagano l'elettricità circa il doppio delle imprese energivore, un divario tra i più ampi dell'area euro insieme a Germania e Spagna. Alla base ci sono oneri di sistema più elevati, scelte fiscali e una maggiore dipendenza dai combustibili fossili importati, fattori che hanno finito per scaricare sui consumatori domestici una quota sproporzionata dei costi. In questo contesto, il decreto Energia varato dal governo appare come un intervento coerente con la necessità di riequilibrare il sistema e alleggerire le bollette, intervenendo proprio sulle componenti che più incidono sui prezzi finali.

Il provvedimento combina misure immediate e strutturali: dal rafforzamento del bonus sociale elettrico da 115 euro per i soggetti più deboli allo spostamento di alcune voci di costo dal prezzo dell'elettricità, fino all'utilizzo del gettito dell'aumento Irap per le imprese energetiche destinato alla riduzione degli oneri per le pmi. Senza dimenticare lo sblocco delle richieste di connessione per nuovi impianti rinnovabili, la rivendita del gas stoccato durante la crisi e le opzioni volontarie sugli incentivi fotovoltaici, pensate per liberare risorse senza interventi coercitivi. Un pacchetto che punta a ridurre strutturalmente il costo dell'energia, tema centrale per la competitività del sistema produttivo.