A più di un anno dalla morte per assideramento di una donna di 33 anni sulla montagna più alta dell'Austria, un tribunale di Innsbruck ha condannato l’allora fidanzato, un alpinista di 37 anni, per omicidio colposo per averla abbandonata per andare a cercare aiuto, secondo quanto riportato dai media austriaci. Dopo 13 ore di udienza, il tribunale ha condannato l'imputato a una pena detentiva di 5 mesi, con sospensione condizionale della pena per 3 anni, e a una multa di 9.600 euro per aver causato la morte della donna per grave negligenza.
La donna, Kerstin G., morì di ipotermia durante un'escursione al Grossglockner. Il suo fidanzato era accusato di averla lasciata senza protezione ed esausta vicino alla vetta, in condizioni di tempesta, nelle prime ore del 19 gennaio 2025, mentre cercava aiuto.
Il processo ha suscitato interesse e dibattito, non solo in Austria, ma anche in comunità di alpinisti anche oltre i suoi confini del Paese. Secondo i pubblici ministeri l'uomo, in quanto scalatore più esperto, era "la guida responsabile dell'escursione" e non è tornato indietro né ha chiamato i soccorsi in tempo per aiutare la sua ragazza.
L'uomo, identificato dai media austriaci come Thomas P., nega le accuse e il suo avvocato, Kurt Jelinek, ha descritto la morte della donna come "un tragico incidente".










