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19 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:14

Riprese mute e solo per 10 minuti. Registrazioni audio, ma pubblicabili non prima delle motivazioni della sentenza. Già da tempo il lavoro del cronista giudiziario è diventato complicato a causa delle varie normative “bavaglio” approvate dai governi degli ultimi anni, il modo che la politica ha trovato per relegare le inchieste a una questione tra Procure e indagati. Con buona pace del diritto di cronaca e, soprattutto, del diritto del cittadino a informarsi, quantomeno sui temi che hanno un interesse pubblico. Adesso alle leggi “bavaglio” si aggiungono anche la benda per gli occhi e i tappi per le orecchie.

È questa la nuova frontiera con cui devono fare i conti i volenterosi che vorrebbero seguire il processo che si sta celebrando a Crotone sui mancati soccorsi per la tragedia di Cutro e che vede imputati quattro finanzieri e due militari della Guardia costiera rinviati a giudizio per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Sarebbero rimasti fermi, o quasi, quando il caicco “Summer love”, partito dalla Turchia, si è schiantato all’alba del 26 febbraio 2023 in una secca a un chilometro dalla costa calabrese provocando la morte di 94 migranti di cui 35 bambini. Un processo in cui c’è in ballo non solo la giustizia per quelle vite umane affogate nel Mediterraneo e per i loro familiari.