Inuovi auricolari B&O Grace sono un oggetto di lusso, davvero per pochi, che mantengono almeno una promessa: la qualità musicale offerta è davvero da primato assoluto. 1.200 euro di listino sono tanti, considerato che nella fascia premium ci sono valide alternative a prezzi nettamente inferiori, ma per gli appassionati del marchio danese e dell’audio senza-compromessi potrebbe essere considerata comunque una soglia di spesa accettabile.

La nostra opinione è che probabilmente Bang & Olufsen ha un po’ esagerato, non tanto che superare i mille euro sia un tabù, ma perché in questa dimensione così elitaria si evidenziano un po’ troppe debolezze.

La prima – e davvero banale – è che il packaging è anonimo. Una scatola in cartone di colore greige con al suo interno ulteriori tre inserti in silicone (complessivamente sono 4 taglie), un adattatore usb-c/3,5 mm, un cavo usb-c/usb-c da 0,5m e ovviamente la custodia con gli auricolari. Ci si sarebbe aspettati qualcosa di più: magari una custodia in materiale più pregiato, un panno per la pulizia, ulteriore cavetteria oppure un supporto.

In alluminio, ma il design forse è troppo minimal

La custodia (che sta comodamente nel taschino dei jeans) e gli auricolari sono realizzati parzialmente in alluminio e trasmettono davvero il senso di esclusività. Ma se la prima gode di una finitura sabbiata con effetto perla capace di valorizzare le forme, i secondi si affidano a una lucidatura a specchio (eseguita a mano) un po’ eighties. Ora, è davvero una questione di gusti ma il design degli auricolari è espressione di un approccio minimal davvero estremo. La sezione da inserire nell’orecchio è in materiale plastico, di colore nero e ricorda le forme delle AirPods. La parte esterna è un cilindro che assomiglia a un vecchio accordatore nota singola a bocca. Tutto qui: un cilindretto, che comunque in base alle “strizzate” consente la gestione delle tracce e delle chiamate. Si affida a tecnologia tattile ovviamente, regalando un una buona impressione di feedback meccanico. Per il volume oltre ai tocchi sulle asticelle (che funzionano molto bene) si può usare la tecnologia NearTap. In pratica grazie alla conduzione ossea è sufficiente attuare piccoli tocchi nella zona temporale vicino all’orecchio. Funziona? Abbastanza bene soprattutto se si sceglie l’opzione che consente di ampliare l’area di intervento.