MILANO - Nel 2026 arriva l'ultima tranche di finanziamenti governativi per i quadricicli elettrici e i veicoli di categoria L, utili per decongestionare i centri storici e abbattere drasticamente le emissioni locali, consolidando un percorso iniziato cinque anni fa.
La dote
Il motore finanziario di questa operazione dispone di una dote di 30 milioni di euro. Si tratta del capitolo finale di un fondo quinquennale da 150 milioni complessivi, inaugurato con la Legge di bilancio 2021. La particolarità di questo stanziamento risiede nella sua natura "a sportello": i fondi vengono assegnati in base all'ordine cronologico di prenotazione. Il rischio concreto è il cosiddetto "effetto click-day", dove l'intero plafond potrebbe esaurirsi nel giro di poche ore, rendendo la tempestività un fattore critico per gli interessati. Ad oggi, non sono previsti rinnovi per il 2027, posizionando il 2026 come l'ultima chiamata per il settore.
Solo privati
A differenza delle precedenti manovre che includevano una platea più vasta, gli incentivi 2026 sono esclusivamente riservati alle persone fisiche. Questa scelta esclude categoricamente le flotte aziendali, i professionisti con partita Iva e le società di sharing, con l'obiettivo di favorire direttamente il consumo delle famiglie e dei singoli cittadini. A tal proposito, i veicoli ammessi al contributo includono l'intera gamma della categoria L, purché nuovi di fabbrica ed elettrici. Quindi rientrano: gli L6e (quadricicli leggeri), dalla massa inferiore a 350 kg e velocità massima di 45 km/h, guidabili già a 14 anni con patente AM; gli L7e (quadricicli pesanti), dalla potenza fino a 15 kW e velocità oltre i 45 km/h, accessibili con patente B1 e gli L1e-L5e, cui fanno parte i ciclomotori e motocicli elettrici. Restano totalmente esclusi i veicoli con motore a combustione e l'usato.






