“Questo bel volto romano appartiene ad uno degli ultimi trasteverini: Giorgio Rinaldi, il barbiere di via San Francesco a Ripa. Veniva chiamato anche “Giorgio er Ballerino” per la sua passione e abilità nel ballo”. Comincia così il ricordo social che il regista, attore, nonché sindaco per un giorno, Carlo Verdone ha voluto dedicare all’amico scomparso tre giorni fa. Un messaggio lungo, affettuoso, che tiene insieme memoria personale e identità di quartiere.

“Il suo negozio di barbiere ha visto chiunque: cinematografari, politici, calciatori, pittori, sindacalisti, poeti, tassinari, proletari e intellettuali”. Un elenco che è già racconto. Perché quella bottega di via San Francesco a Ripa non era solo un’insegna, ma un osservatorio privilegiato sulla città, un piccolo teatro quotidiano dove si incrociavano mondi diversi.

E ancora: “È venuto a mancare tre giorni fa e per tutti noi che amiamo Trastevere nei volti che l’hanno resa un punto d’incontro, di riferimento e di storia, la scomparsa di Giorgio è stata un gran dolore”. Parole che restituiscono il senso di una perdita collettiva, non solo privata.

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