Dopo la prima tappa bolognese, il tour approda lunedì 16 febbraio all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Sul palco, accanto a Giovanni Lindo Ferretti, ci sono Simone Beneventi alle percussioni e Luca Alfonso Rossi alle corde. A fine spettacolo lo stesso Ferretti chiarisce: quella in scena è la versione “aggiornata” di “Moltitudine in cadenza, percuotendo”, progetto presentato una sola volta al Teatro Olimpico di Vicenza.

L’idea originaria, un racconto “da cantina”, quasi da bardo attorno al fuoco, si è trasformata in un’alternanza strutturata di musica e parola. Non un semplice reading, ma un attraversamento biografico e poetico in cui la voce si fa strumento assoluto.

È proprio in questa alternanza che si inserisce un elemento decisivo della serata: le letture tratte dalla nuova edizione del libro Òra et labora. Difendi conserva prega, pubblicato dall’editore Aliberti e in uscita in questi giorni. Non sono intermezzi, ma parte integrante dello spettacolo. Ferretti porta in scena la sua scrittura con la stessa intensità con cui porta il canto, creando un impasto unico di voce, parola e suono.

Il riassunto della vita di un punk – se di riassunto si può parlare – che non è sempre stato il punk che conosciamo. «Fui giovanotto inquieto e mondano, da piccolo frequentavo cavalli».