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Ultimo aggiornamento: 11:23
Non partono più solo i figli e i nipoti. Ora partono anche i nonni. Sono oltre 184mila gli over 75 residenti formalmente nel Mezzogiorno ma che vivono stabilmente al Centro-Nord, quasi il doppio rispetto ai circa 96mila del 2002. Una migrazione silenziosa, spesso invisibile nelle statistiche ufficiali, fatta di anziani che lasciano le proprie case per ricongiungersi con le famiglie emigrate o per avere accesso a servizi sanitari migliori. A dirlo è il rapporto di Svimez e Save the Children “Un Paese, due emigrazioni. Freedom to move, right to stay”.
Secondo le stime del report, la crescita dei cosiddetti “nonni con la valigia” riflette due dinamiche intrecciate: il ricongiungimento familiare con figli e nipoti emigrati e la difficoltà di ricevere servizi di cura adeguati nel Mezzogiorno, dove l’offerta sanitaria e assistenziale resta più debole rispetto al resto del Paese. Una mobilità “sommersa”, che segue la grande fuga dei giovani laureati e ne rappresenta una conseguenza diretta.
Dal 2002 al 2024, quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno per trasferirsi al Centro-Nord, con una perdita netta di circa 270mila giovani qualificati. A questi si aggiungono oltre 63mila laureati meridionali emigrati all’estero, per una perdita netta di altri 45mila talenti. Complessivamente, quasi un milione di giovani under 35 ha trasferito la residenza dal Sud al Centro-Nord nello stesso periodo, con una perdita netta di oltre 500mila residenti nella fascia 25-34 anni, di cui circa 270mila laureati.






