MESTRE - Stava lavorando a quattro metri d’altezza, in cima ad uno dei ponteggi che si trovano nella banchina esterna della Fincantieri, in zona Goliath, quando è caduto fratturandosi una gamba e diverse costole. La vittima è un operaio italiano di 44 anni, responsabile dei ponteggiatori per una delle ditte di appalto che operano all’interno del cantiere navale, la Lupa srl. Sono 20 in totale i ponteggiatori, dipendenti di questa azienda, attivi nella sede di Marghera: tre di loro ricoprono il ruolo di responsabile dei ponteggiatori, mentre uno è il capocantiere. «Ci risulta oltretutto che i tre responsabili siano solo parzialmente formati – afferma il segretario della Slai Cobas Paolo Dorigo –. La completa formazione specifica è stata fatta solo dal capocantiere».

E non sembra essere questo il problema maggiore. Il pomeriggio in cui è avvenuto l’incidente, non soltanto l’uomo stava lavorando all’esterno sotto la pioggia battente, ma pare anche che si trovasse sul pontile senza indossare tutti i sistemi di sicurezza obbligatori per legge. «Occorre che Fincantieri si prenda le proprie responsabilità – sottolinea Dorigo –. In cantiere c’è chi lavora sotto l’acqua piovana e le intemperie senza casco e senza imbracatura. Le regole di sicurezza vanno rispettate: è criminale non contestare nulla a chi dovrebbe avere l’imbracatura e non la mette. Nessuno deve essere mai esposto al rischio di perdere la vita».