Un’offerta e una domanda che fanno fatica a dialogare ma le cui potenzialità d’incontro permetterebbero uno scatto in avanti da parte dei musei nel coinvolgere di più il segmento meno considerato in Italia nella fruizione museale, ovvero i giovani dalla scuola secondaria di secondo grado all’inizio dell’età lavorativa. È questo l’obiettivo che si fa strada dalla terza edizione del Forum giovani e musei, realizzato nell’ambito di un accordo siglato nel 2024 fra la Direzione generale musei e la società benefit Among, in collaborazione con Musei in Comune Roma e Icom.

Se il profilo del visitatore tipo emerso dalla ricerca è chiaro – laureato, under 25, che vive in un contesto metropolitano – meno evidente è il modo con cui i musei potrebbero aumentarne la partecipazione. «Siamo in una sorta di cortocircuito biunivoco – commenta Annamaria Gimigliano, coordinatrice del Forum – perché i giovani vengono visti come un pubblico difficile ed effettivamente i giovani chiedono contenuti difficili, capaci di affrontare anche le tematiche più delicate della contemporaneità. Ma affrontare questo tipo di argomenti significa rinunciare all’approccio generalista e un po’ enciclopedico che oggi caratterizza la divulgazione museale. Così i giovani non trovano quello che cercano, i musei fanno fatica a offrirlo e la distanza rischia di aumentare».