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Ultimo aggiornamento: 13:27
C’è un fotogramma che in Olanda che sta facendo discutere. È quello di Jutta Leerdam, oro olimpico nei 1000 metri di speed skating a Milano-Cortina 2026 con tanto di record – 1:12.31 – che abbassa la zip della tuta arancione e lascia intravedere il reggiseno bianco firmato Nike. Le lacrime le fanno colare il trucco, lo sguardo è un misto di liberazione e calcolo. In pochi secondi, l’impresa sportiva diventa anche un’operazione di marketing globale. La scena, rilanciata dall’account Instagram di Nike, ha trasformato un trionfo olimpico in una case history da manuale. Secondo l’esperta di marketing Frederique de Laat, quel gesto potrebbe valerle forse più di un milione di dollari.
Meindert Schut, caporedattore della rivista economica Quote, ha stimato che Leerdam possa incassare circa 62mila euro per ogni post legato al brand americano. Numeri che spiegano perché, dietro l’apparente spontaneità, molti intravedano una strategia. Eppure sarebbe riduttivo liquidare tutto come una trovata pubblicitaria. Perché Leerdam è prima di tutto una campionessa. Sette titoli mondiali, due ori iridati proprio nei 1000 metri, un percorso di crescita costante culminato nell’oro italiano dopo l’argento di Pechino 2022. La pista è il suo habitat naturale, ma è fuori dall’ovale che Leerdam ha costruito il suo vero impero.












