Il governo spagnolo chiederà formalmente alla Fiscalía, cioè alla Procura, di verificare se alcune delle principali piattaforme social possano aver agevolato, amplificato o comunque consentito la creazione e la diffusione di materiale di abuso sessuale su minori generato o veicolato tramite strumenti di intelligenza artificiale. L’annuncio arriva dal premier Pedro Sánchez, direttamente su X, una delle piattaforme che potrebbero finire sotto indagine: “Oggi il Consiglio dei Ministri invocherà l'articolo 8 dello Statuto Organico del Pubblico Ministero per chiedergli di indagare sui reati che X, Meta e TikTok potrebbero commettere con la creazione e la diffusione di pornografia infantile attraverso la loro intelligenza artificiale", ha scritto.
La dipendenza da social arriva in tribunale. Ma Instagram respinge le accuse
16 Febbraio 2026
Non si tratta, almeno per ora, di un atto di condanna, né di una sentenza. È l’attivazione di un canale istituzionale che mira a trasformare una preoccupazione pubblica in un accertamento: capire se esistano fatti, condotte e nessi causali che possano integrare ipotesi di reato, e soprattutto se il perimetro delle responsabilità possa estendersi oltre il singolo utente che genera o condivide contenuti illegali. È un punto centrale, perché segna un possibile cambio di paradigma: non soltanto la caccia al contenuto illecito e a chi lo pubblica, ma la valutazione del ruolo della piattaforma e dei suoi meccanismi di raccomandazione, moderazione e diffusione nel rendere quel contenuto più visibile, più replicabile, più monetizzabile o più difficile da rimuovere in tempo utile.












