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16 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:25
Un “San Valentino” a scoppio ritardato ma ugualmente intenso quello tra il segretario di Stato americano, Marco Rubio, e il primo ministro ungherese Viktor Orban. Rubio, in visita a Budapest, dice a chiare lettere che Donald Trump è impegnato per la vittoria di Orban alle prossime elezioni (12 aprile); il magiaro parla di una nuova “era dell’oro” per i rapporti tra Ungheria e Stati Uniti e poi rilancia la figura del tycoon come grande statista, specie in correlazione con la guerra Russia-Ucraina: “Se Donald Trump fosse stato il presidente degli Stati Uniti questa guerra non sarebbe mai scoppiata. E se lui non fosse il presidente allora non avremmo avuto nessuna chance di mettere fine alla guerra con la pace. L’Ungheria è pronta a ospitare un vertice di pace qui a Budapest, se ce ne sarà uno”.
L’appoggio americano in vista delle elezioni per Orban è importante, dato che dopo 16 anni il premier potrebbe prendere una batosta da Péter Magyar , leader del partito di opposizione Tisza, che nei giorni scorsi ha accusato di essere stato ricattato con un sextape, e agli ungheresi promette: “Bisogna finirla con la corruzione generalizzata, l’odio, lo stallo economico. Bisogna riprendere la nostra patria e ricostruire un Paese funzionante e umano, ricondurre l’Ungheria nell’Europa”. Secondo l’ultimo sondaggio di Medián, a metà gennaio, il partito Tisza ha aumentato il suo vantaggio su Fidesz-KDNP di 12 punti.







